Valorant Challengers Italia: le squadre ammesse

Ecco quali saranno le squadre che competeranno nel nuovo campionato italiano 2023 di Valorant: tante conferme, due sorprese.

La nuova Valorant Challengers Italy, presentata in occasione di Round One a Torino il 25 ottobre, comincerà nel 2023. Nei giorni scorsi le organizzazioni esports interessate a partecipare hanno inviato la propria candidatura tramite un form di applicazione pubblicato da Pg Esports, tournament organizer che si occuperà della gestione del campionato. 

Tra le candidature ricevute, l’organizer doveva selezionarne cinque che insieme ai Dsyre, vincitori dell’ultima edizione dell’Agents Series alla Milan Games Week e qualificati di diritto, andranno a comporre sei delle otto squadre partecipanti. Gli ultimi due posti saranno invece assegnati tramite due tornei open qualifier.

Chi ce l’ha fatta?

Per i nostri calcoli sono state più di 15 le candidature ricevute, sommando le squadre escluse e quelle che invece sono riuscite a farsi accettare. Secondo quanto riportato dalle nostre fonti, a spuntarla sarebbero state Macko, Qlash, Outplayed, Hmble e We Love Gaming.

Fuori invece gli Axolotl, finalisti alla scorsa Agents Range, gli Atleta Esport, gli Yutoru, i Cyberground Gaming, i 4Real e gli Angry Bats, tra le più blasonate rimaste escluse. In merito a quanto riferitoci dai contatti con le org stesse, invece, non avrebbero inviato la propria candidatura, pur mostrandosi interessante, Mkers, Reply Totem ed Exeed. Le squadre escluse potranno comunque partecipare al Last Change Qualifier per reclamare il proprio posto nel campionato.

Chi sono le squadre ammesse alla lega di Valorant

Le organizzazioni ammesse sono senza dubbio tra le più conosciute del panorama italiano oltre ad essere tra le più vincenti e con un importante storico competitivo nella scena dello stivale, sia di Valorant che su altri titoli. I Macko hanno conquistato tre volte il titolo del Pg Nationals di League of Legends e due volte il campionato di Rainbow Six Siege

Gli Outplayed sono l’unica organizzazione presente nel Pg Nats di League fin dalla prima edizione, oltre a essere presenti su numerosi titoli esports con altrettante vittorie sia in Italia che all’estero e vantano la collaborazione calcistica con l’Hellas Verona

I Qlash sono una delle organizzazioni italiane più presenti all’estero con una sede sia in Spagna, dove giocheranno la Lega Seconda del campionato di League in collaborazione con il Villareal, che in altri paesi europei che in Messico, oltre a essere partner del Milan.  

Un discorso a parte meritano invece Hmble e Wlg. Gli Hmble sono senza dubbio una delle realtà emergenti più promettenti della scena italiana. Comunicazione e social al top, hanno ottenuto importanti risultati su titoli mobile come Clash Royale e Brawl Stars e recentemente si sono lanciati anche sul Pg Nationals di Rainbow Six Siege.

I We Love Gaming sono invece l’unica organizzazione non presente sul territorio italiano. I Wlg arrivano dalla Grecia dove sono una delle società più vincenti e blasonate, a partire soprattutto da League of Legends dove vantano diversi titoli nazionali e più partecipazioni all’European Masters. Si tratta di una squadra con un’ampia fanbase che potrebbe spingere molti greci a seguire il campionato italiano.

I criteri per la lega di Valorant

Durante la fase di selezione sono stati presi in considerazione vari fattori, come si evince chiaramente dalle richieste presenti sul modello di application. Le organizzazioni hanno dovuto infatti allegare sia una cover letter di presentazione del team, delle sue attività, delle vittorie e dei risultati ottenuti, che una vera e propria documentazione sulla stabilità del team e sui progetti a medio e lungo termine, in particolare su Valorant.

Oltre alla parte competitiva e di affidabilità, inoltre, erano richiesti anche i link a Instagram e Twitter, i social di riferimento per l’esports, in modo da saggiare l’attenzione di queste organizzazioni alla comunicazione, alla loro potenza mediatica ed è indice della forza del brand. Un fattore che potrebbe sembrare secondario ma che in realtà nell’esports moderno di oggi, che è intrattenimento oltre che competizione, risulta fondamentale.

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