De Laurentiis, l’esports un ostacolo per gli affari?

Napoli e Bari accomunate dallo stesso destino: entrambe le formazioni, gestite dalla scuderia dei De Laurentiis, non partecipano a nessuna competizione esports. Un controsenso rispetto alle parole del passato.

Aurelio De Laurentiis, nel recente passato, ha avuto sempre parole al miele per l’esports. Un fenomeno già studiato nel 2018, prima della sua esplosione a ridosso della Pandemia nel marzo 2020. Del resto, l’intrattenimento ha sempre avuto un ruolo cruciale nelle politiche del presidente del Napoli. La filosofia messa in atto da altri top club, però, non è mai stata replicata. Le nuove generazioni faticano ad appassionarsi allo sport tradizionale e l’esports può essere un buon viatico per non perdere contatto dai più giovani. Entrambe le realtà, dunque, possono coesistere e trainarsi a vicenda.

Bari e Napoli, destino comune per i De Laurentiis

Il concetto è stato ripreso dallo stesso Aurelio De Laurentiis, ma non ha mai trovato un riscontro reale. Perché le sue squadre, Bari e Napoli, non hanno partecipato a nessun torneo nazionale o internazionale a carattere esports. L’ultima squadra ad aver declinato la proposta della Lega Pro è proprio il Bari, gestito dal figlio Luigi De Laurentiis. Una sorta di coerenza familiare. I biancorossi, a differenza di realtà conosciute come Palermo e Padova, non saranno ai nastri di partenza della eSerie C che chiuderà definitivamente i giochi della terza serie nazionale per questa stagione.

L’accordo con Konami unico passo nel mondo dei videogiochi

L’unico approccio della scuderia De Laurentiis nei confronti dei videogiochi risale al 2021. Un accordo di esclusiva tra Konami, noto publisher di eFootball, e il Napoli. I partenopei non hanno partecipato a nessuna edizione della eSerie A. C’è, però, una situazione che solo nel 2022 ha cambiato le carte in tavola. Quest’anno, infatti, il Napoli non ha potuto partecipare alla eSerie A perché c’era un accordo di esclusiva con Fifa 22.

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