Geopolitica, economia e questioni legali: #FreeFortnite cambierà il mondo?

Epic Games ha avviato ieri una azione legale contro Apple e Google, che nella giornata di ieri (13 agosto 2020) hanno rimosso l’app di Fortnite dai loro store. Le questione, manco a dirlo, è basata sugli enormi interessi economici che stanno dietro alla vendita di app e contenuti tramite gli store, e interessa sicuramente anche tutti gli altri sviluppatori e produttori di contenuti, come le aziende editoriali, ma anche colossi come Amazon e Netflix.

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L’antefatto è una violazione, da parte di Epic Games, degli accordi commerciali con Apple e Google. Il publisher ha infatti reso possibile l’acquisto di V-Bucks (le monete virtuali di Fortnite) all’interno del gioco stesso, bypassando gli Store utilizzando il sistema di pagamento di proprietà di Epic Games, presentando la mossa ai suoi utenti con un taglio del 20% dei prezzi di Fortnite. Ora infatti 1000 V-Bucks costano 7,99 €, contro i 9,99 € dell’acquisto tramite Apple, con un risparmio di circa un 20% (anche se la commissione di Apple, ad esempio, è del 30%, quindi lo sconto avrebbe potuto anche essere maggiore).

Immediata la reazione di Apple e Google. L’app di Fortnite è stata immediatamente rimossa da Apple Store e Play Store. L’azienda di Cupertino ha spiegato la sua mossa inviando una breve nota al sito The Verge*, nella quale commenta la “sfortunata idea” di Epic Games spiegando che “dopo aver usufruito per un decennio dei servizi dell’ecosistema App Store previsti per gli sviluppatori accettandone le regole”, l’azienda proprietaria di Fortnite ha deciso, “seguendo i propri interessi commerciali”, di violare gli accordi. Google invece si è limitata a cancellare Fortnite dal suo Play Store.

Sempre nella giornata di ieri, a distanza di poche ore, è arrivata la controrisposta di Epic Games, affidata ad uno spot che annunciando un nuovo cortometraggio in arrivo nel Party Royale di Fortnite, fa il verso alla pubblicità realizzata nel 1984 da Ridley Scott per la presentazione del primo Machintosh**. Nell’immagine Epic Games rovescia le parti e fa intuire che proprio Apple ora rappresenti quella sorta di Grande Fratello (simile a quello presentato nel romanzo “1984” di George Orwell, che ora controlla il mondo dei videogame) al quale 36 anni fa proprio la Mela invitava a ribellarsi.

Al di là delle schermaglie online lo scontro tra Apple e Google da una parte, e Epic Games ed altre grandi multinazionali dall’altra, non è di facile interpretazione né sarà facile trovarvi una soluzione. Chi “vende” tramite gli store, infatti, ne accetta le regole (uguali per tutti), e al massimo dovrebbe chiederne una ridiscussione o rinunciare ai vantaggi degli store, in caso di disaccordo. Epic Games, forte del suo valore commerciale, pare voglia puntare più in alto. Non si spiegherebbe altrimenti, infatti, l’aver citato in giudizio sia Apple che Google dopo il blocco di Fortnite.

Insomma, i legali di Epic Games avranno sicuramente qualche carta da giocarsi per arrivare ad accusare così apertamente multinazionali come Apple e Google. D’altronde, come detto, il malumore contro le commissioni degli Store è generale: lo scorso anno fu Spotify a denunciare Apple alla Commissione Antitrust europea, mentre più di recente Tim Cook (Apple), Jeff Bezos (Amazon), Sundar Pichai (Google) e Mark Zuckerberg (Facebook) sono stati convocati dal Congresso USA (che da oltre un anno ha avviato un’indagine sulle big della Silicon Valley), di fronte al quale dovranno spiegare che l’attività delle loro rispettive aziende non approfittano della loro posizione dominante nei rispettivi settori.

Epic Games ha lanciato l’hashtag #FreeFortnite, che sfruttando la potenza del videogioco potrebbe dunque diventare uno dei simboli di questa guerra che si giocherà su più piani, dal mercato alla politica, dal legale a quello del sentimento popolare. Saranno considerate questioni che potrebbero stravolgere il mondo tech che attualmente conosciamo, anche perché all’orizzonte ci sono TikTok, Alibaba, Huawei e Wechat (per citare i principali) che potrebbero approfittarne. Ogni decisione politico amministrativa, ogni regolamentazione del mercato, in Occidente, dovrà tener conto anche di questo.

 

* Ecco il pezzo relativo: Apple just kicked Fortnite off the App Store

** Ecco un breve documentario di Bloomberg che spiega l’origine dello spot del 1984.

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