Karl Kopinsky, il Giro d’Italia, Lucca e una mostra: l’intervista

Karl Kopinski inaugura la sua mostra sul ciclismo a Lucca: ecco come è nata la passione di questo autore fantasy per la bicicletta.

Karl Kopinski è uno degli artisti più iconici del mondo nerd e ha appena inaugurato una mostra personale dedicata al ciclismo nel cuore di Lucca in occasione del ritorno in città del Giro d’Italia. “Karl Kopinski: Wearing the Pink” è visitabile dal 3 al 12 maggio nella chiesa di San Franceschetto e alcune riproduzioni alte più di 6 metri delle opere dell’artista adornano piazza San Michele, piazzale Verdi e l’esterno del Caffè delle Mura. Per scoprire come un artista così legato al mondo del Fantasy (qui il suo infinito portfolio) abbia deciso di imbarcarsi in un tributo così genuino al mondo del ciclismo, lo abbiamo intervistato alla ricerca delle origini di questa sua passione. Ecco la nostra conversazione per intero.

Come è finito un artista con un portfolio come il tuo al centro di un’esposizione sul ciclismo?

“Sono una persona che si ossessiona, è così che sono diventato bravo a dipingere e a disegnare. Ho iniziato a pedalare dopo un infortunio al ginocchio come parte del processo di riabilitazione. Ben presto mi sono appassionato a questo sport, alla sua storia e ai suoi personaggi. Ho deciso di iniziare un progetto personale dipingendo alcuni dei miei eroi ma non mi aspettavo molto, volevo semplicemente provare a catturare il sudore, il dolore, la sofferenza e, naturalmente, la gloria del ciclismo. Presto ho iniziato ad appassionarmi e sono stato supportato da Sir Paul Smith con una piccola mostra che da lì ha lentamente guadagnato slancio. Non mi sarei mai aspettato di avere così tanto successo e attenzione e di lavorare con persone così meravigliose come chi si occupa del Lucca Comics & Games”.

Qual è il punto d’incontro tra fantasy e ciclismo?

“Forse sono le epiche battaglie combattute per ore, a volte settimane, che si riducono al gesto singolo gesto in un singolo momento. O magari con gli avventurieri spavaldi con soprannomi improbabili come “il pirata” “il cannibale” “monsieur chrono”. Sembrano quasi dei supereroi. Per me, poi, l’atto di creare un dipinto è simile a un lungo giro in bicicletta: l’attesa, l’eccitazione iniziale, le fatiche, le salite, i dubbi sulla tua capacità di andare avanti. E alla fine il traguardo; tante volte non sono il vincitore perché il dipinto spesso non è come speravo ma alla fine mi godo sempre il viaggio!”

Karl Kopinsky, il Giro d'Italia, Lucca e una mostra: l'intervista

Raccontaci di questa esposizione, come è nata? Cosa rappresenta per te?

“L’idea è nata per la prima volta al Lucca Comics & Games dell’anno scorso (il motto di quell’edizione era “insieme”), quando mia moglie ha detto ai nostri amici qui che “sicuramente se il Giro tornerà finalmente a Lucca, dobbiamo fare una mostra dei dipinti di Karl insieme”. Ho lavorato molte volte con i miei meravigliosi amici a Lucca c&g, inclusa una grande mostra nel 2015, dopo aver realizzato il poster dell’evento. Sapevo che se fossero stati coinvolti avrebbero preso la mia arte e l’avrebbero trasformata in qualcosa di veramente spettacolare ed eccezionale. È un grande onore per me e ancora stento a crederci, ma sono molto orgoglioso di essere stato coinvolto e di aiutare la bellissima città di Lucca a creare questa meravigliosa opportunità”.

Perché Lucca? Cosa rappresenta per te questa città?

“Lucca è un posto molto speciale per me e la mia famiglia, siamo stati a ogni Lucca Comics & Games dal 2014 e abbiamo stretto tante amicizie, abbiamo trascorso diverse estati qui in vacanza e torniamo ad ogni occasione. Non mi sono mai sentito così benvenuto e non ho trovato una tale amicizia in nessun’altra città, è un posto davvero speciale”.

È questo il primo passo verso qualcosa di più grande?

“Mi piacerebbe pensarla così. Spero che alcuni ciclisti abbiano il tempo di vedere la mia arte e che capiscano che viene direttamente dal mio cuore. Ma nella mia esperienza, quando Lucca Comics & Games organizza un evento, è molto difficile fare le cose più in grande di loro!”

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